A parte il titolo del post di oggi ispirato ad un tormentone ormai insopportabile di un comico che x trascinare il pubblico si mette a ridere x primo delle sue stesse battute… a parte questo, dicevo, oggi mi chiedevo quando si smette di essere bambini. Nn quando si diventa grandi, ma quando si smette di essere bambini. Il problema mi sorge nel momento in cui mi scordo di comprare il giornale, o forse lo faccio volontariamente ormai stremata da exit-poll, proiezioni, seggi, cdl, unione, fede, coglioni et similia; cmq, mi ritrovo alle 9 del mattino in una metropolitana modestamente affollata e con pressochè nulla da fare. Stamattina nn ero arrabbiata col mondo, quindi nn mi andava di fissare le porte della metro attendendo la mia fermata evitando di incrociare gli sguardi altrui… anzi: ero abbastanza di buon umore e avevo voglia di guardare negli occhi la gente, di osservare e di farmi qualche “viaggio”. Ed è così che mi viene in mente che Qualcuno una volta mi consigliò di provare ad immaginare i miei compagni di viaggio metropolitano nella loro infanzia; di raffigurarmeli, cioè, nei loro stessi panni, ma da bambini.
Ebbene: con alcuni nn ci sono problemi, intravedo bimbe paffute con le treccine e le macchie di cioccolato intorno alla bocca, o bambine magrissime bionde bionde e con le ginocchia sbucciate; o ancora maschietti capricciosi con i capelli a spazzola o teneri mammoni dagli occhi grandi… il problema, e la conseguente domanda, arriva laddove anche dopo numerosi sforzi creativi proprio nn riesco a risalire al bambino che prima doveva essere chi mi trovo davanti. E quindi nn riesco a fare a meno di chiedermi: quanto dev’essere sepolta e imbrigliata, azzittita e offuscata la loro infanzia xchè io nn possa nemmanco scorgerne una piccola parte? E, badate bene, nn mi capita solo con le persione anziane, le quali avrebbero anche nn poche attenuanti xchè la loro fanciullezza fosse in qualche modo “sbiadita” dai capelli bianchi, dalle rughe, dagli occhi cerulei… ma parecchi di loro riesco ad immaginarmeli sgambettanti in un’ epoca x me lontana e, dunque, un po’ scolorita.
Ma xchè ci sono persone la cui infanzia è inaccessibile al solo sguardo? Qual è la differenza tra questi individui “senza passato” e quelli che invece me lo lasciano intravvedere?
E se la risposta fosse “nn sono + bambini”, quando si smette davvero di esserlo?
Da piccola ho sempre creduto che sarebbe giunto un momento in cui mi sarei resa conto in maniera palese e tangibile di essere cresciuta, di nn esser + bambina. Compiuti i 14 anni mi sentivo molto grande x il fatto che le minori dosi di assunzione dei medicinali riservate ai bambini nn mi riguardassero +, ma a breve capìì che nn era una differenza così rilevante, soprattutto x me che nn ero mai malata, o che cmq nn prendevo medicine. Allora attesi con ansia l’arrivo del ciclo, mi dicevo che nn a caso un tempo si diceva “diventare signorine”, ma anche lì nn cambiò poi molto, a parte un po’ di indisposizione mensile, qualche accortezza e, + avanti, qualche piccola preoccupazione. Bhè allora sarà la maturità che mi farà smettere i panni della bambina, sennò cosa la chiamano così a fare? Ma anche quella è passata senza stravolgimenti interiori o esteriori.
Certo, il corpo cambia e si evolve e starlo a guardare nel suo mutare continuo è affascinante e un pochino mi permette anche di percepire il tempo, di sentirlo come qualcosa che smuove, penetra e scalfisce… ma nn è che guardandomi allo specchio io nn riesca a vedere dietro a delle curve un po’ + pronunciate quel piccolo maschiaccio con le ginocchia sbucciate che ero fino a qualche anno fa… e, in verità, che credo di essere ancora.
Il prossimo step che mi aspetta è la laurea… ma voi credete davvero che all’indomani della discussione io mi svegli mutata nell’anima, nel corpo o in qualche piccola parte di me?
Io, onestamente, no. E ne sono + che felice.
Mercoledì 12 Aprile 2006, 00:15
Hai mai provato vedendo i bambini a immaginare come saranno da grandi?
Si resta sempre un pò bambini..crescendo acquisiamo dei pudori e delle formalità ma quando siamo soli o con quelle poche persone che appartengono alla nostra sfera intimissima (prossemica dei miei stivali!!!) torniamo davvero piccini.
Io poi mi emoziono ancora se trovo un bel regalo nell’happy meal (gli occhiali laser mi hanno resa pazza di gioia) eheheh!!
Ti auuguro di trovare il peluche nell’uovo kinder…lo puoi capire subito perchè l’involucro della sorpresa è rosso anzichè giallo!
FELICE PASQUA GLO!
Mercoledì 12 Aprile 2006, 07:56
effettivamente ci sono persone “nate vecchie”, altre invece in cui invece sopravvive quell’entusiasmo fanciullesco…
flab senza dubbio è una di queste
Martedì 08 Maggio 2007, 17:11
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