Un tuffo dove l’acqua è più blu
Mercoledì 14 Giugno 2006, 19:37
15 maggio mattina: dalla laurea mi separano 10 esami
14 giugno pomeriggio: mi mancano solo 5 esami
Sì, ho accorciato le distanze, ho dimezzato il gap tra me e me dottoressa.
Ho preso un grosso respiro e mi sono buttata a testa bassa. Dopo 30 giorni (giorno + giorno meno) riemergo forte di 5 splendidi traguardi ma ho ancora fiato sufficiente x continuare.
Questo iniziale (nn crediate che sia finito qui… il “bello” deve ancora tutto arrivare) tour de force mi ha sfiancato, ma è stato stimolante e pienamente soddisfacente… diciamo un riscaldamento di quelli tosti pre-partita.
30 giorni pieni, non solo di esami ma anche di incontri, colloqui, persone, esperienze e davvero tanti stimoli che mi obbligano ogni mattina (anche se con solo 3 ore di sonno alle spalle) a continuare, ad aver voglia di ricominciare da capo con lo studio, a desiderare di mettere le mani in qualche lavoro nuovo, tesi, ricerche…
C’è chi più di una volta mi ha detto (e chi mi continua a dire) che arriverò a novembre distrutta, che mi devo fermare, che devo prendere fiato… ma come si fa a chiedere a un mezzofondista di prendersi una pausa? Se si spezza il ritmo la pausa è letale! E’ chiaro che la testa spesso riemerge, non ariverò al traguardo in apnea, ma respiro a pieni polmoni tra una bracciata e l’altra, senza fermarmi del tutto… senza lasciare che il battito cardiaco conosca di nuovo la sua bassa frequenza.
Tra poco mio padre va in vacanza e qui si respirerà un’aria decisamente più libera: pasti veloci con mia madre (chissà se riusciremo ad incontrarci qualche volta…), tanto tempo x me, x il mio studio, x la palestra e x i viaggi mentali che ultimamente mi trovo a fare sempre + spesso…
Intanto domani mi premio x questi primi 5 esami con una urgentissima seduta dal parrucchiere (non avrete mica creduto che io sia bionda solo x merito di mammà???)
Adrianaaaaa
Giovedì 01 Giugno 2006, 18:36
Ok. Un altro è fatto. E sono a quota 4. In poco + di due settimane.
Dal 15 maggio nn faccio altro che dare esami. E nn è finita qui: dalla laurea mi separano altri 6, 3 li darò da qui a luglio e 3 a settembre. Intanto ho iniziato a lavorare in università, in istituto di comunicazione, con il contratto delle 150 ore. Ho anche consegnato la domanda di laurea.
Ecco: sono ufficialmente laureanda.
Se penso a quando ho iniziato a studiare x questi esami nn riesco nemmeno a risalire ad un periodo, seppur remoto, nel mio recente passato… E, soprattutto, se penso a quando potrò concedermi una pausa nn vedo assolutamente delinearsi all’orizzonte quella data.
Xò va bene così: 4 esami dati a raffica tanto x iniziare bene la sessione… e direi che meglio di così nn poteva andare; tanto studio ancora da fare x i prossimi esami; libri, idee, spremitura di meningi x la tesi e x un’altra ricerca che mi stimolano, mi fanno venir voglia di leggere, fare, documentare… e poi mi chiedo: ma un po’ di tempo x vivere mi è rimasto o no? Cazzo.
Ma in fondo credo che stare sotto pressione x tutto questo tempo sia un bene: oramai mi ci sono abituata… occhi rossi x lo studio (sempre + notturno), gonfi x le poche ore di sonno, pallore da vita segregata (e nn provate a dirmi di studiare sul terrazzo x prendere il sole che ci ho provato ma nn è proprio cosa… tra animali, caldo e occhiali da sole ma nn da vista), qualche etto che talvolta mi abbandona donandomi un aspetto tutt’altro che sano (è che certe volte nn ho proprio la testa x mettermi a mangiare… mi distraggo troppo!)… Nn smettere mai mi consente di nn ricordare quant’è bello cazzeggiare e mi permette di continuare a testa bassa in questo “studio folle e disperato”.
Se mi prendessi una pausa seria, è ovvio che una giornata piena di svacco dopo ogni esame più o meno ci sta tutta, diciamo superiore ai 3 giorni… bhè, sarebbe la fine. Se mi rilasso troppo poi faccio il triplo della fatica a ricominciare… E poi oramai è deciso: fino a novembre la concentrazione sullo studio sarà massima.
Anche se devo ammettere che sto iniziando a pensare a dove passerò quell’unica settimana di mare che mi dedicherò terminata la maratona di esami estiva… Sardegna, Corsica o Sicilia? Di sicuro 7 giorni spaparanzata al sole con l’unica preoccupazione di scegliere il costume al mattino nn me li toglie nessuno… e di sicuro saranno cmq all’insegna del risparmio visto che qui di circolante se ne vede sempre meno e i miei fondi “servizio civile” stanno esaurendosi a vista d’occhio…
Insomma direi che di tempo da dedicare a questo blog ne ho sempre meno… giuro che faccio quello che posso!
Parentesi: l’immagine che ho postato è di Rocky… xchè anche io dopo la laurea urlerò “Adrianaaaaa”!
Intanto prima di salutarvi e di darvi l’arrivederci a data da destinarsi vi racconto 2 episodi di oggi che hanno subito favorito il “buon umore”.
Il primo avviene di buon mattino, tanto x iniziare bene la giornata.
Decido di prendere un treno intercity x arrivare in uni più o meno puntuale senza dovermi alzare all’alba delle 6 come accade quotidianamente. Nn faccio xò i conti con il fatto che oggi è il primo del mese… e quindi mi ritrovo una coda esagerata in stazione… dopo smadonnamenti vari riesco cmq a fare il mio biglietto (5 euri e rotti, porca galera!) e mi dirigo al fantastico treno. Peccato che quando arriva sia più pieno del solito regionale delle 7.38 e, come aggravante, di svizzerotti con una puzza sotto al naso esagerata (lo so, nn è bello generalizzare, ma assicuro che di gente sopportabile sull’intercity nn ne ho mai trovata). E così mi ritrovo cornuta e mazziata: ho pagato una fortuna il biglietto (x soli 25 km, ri-cazzo) e mi tocca anche starmene in piedi ammassata tra gente che se la mena e trolley posizionati di base sui miei stinchi. L’apice è raggiunto quando si è in prossimità della stazione centrale: una mega cicciona (e, si sa, io i ciccioni un po’ li odio) continua a prendermi dentro nel tentativo di avvicinarsi di più alla porta, con annesso trolley, zaino e chili di troppo. Si da il caso che la giovin signora fosse poco vestita ma già molto appiccicosa; si aggiunga agli atti che trovarsi valigia e zaino spiaccicati addosso nn è il migliore dei “buongiorno”… insomma l’ho aggredita invitandola a starsene al suo posto senza “ruzzarmi” con quella pelle sudaticcia. E ad un suo “eh ma ho fretta di scendere” ho ringhiato un “e allora la prossima volta se ne stia davanti alle porte e nn venga ad occupare il mio spazio”.
Sì, sì: la giornata è iniziata nel migliore dei modi.
Un’ultimissima perla: mia madre che mi chiede com’è andato l’esame. Io rispondo felice: 30. E lei, delusa “ah, e la lode no?”. Vabbhè colpa mia che ce l’ho un pochino abituata, mi dico. Ma poi mi domando: ma xchè ogni cazzo di giorno mi rompi le palle dicendo “daaaai, basta studiareeee” oppure “nn starai mica studiando ancora, ehhhh?!”. Ed è qui che mi chiedo: ma tu come cazzo credi che li prenda i voti che mi trovo sul libretto???