L’immagine che vi posto è decisamente esplicativa di quanto accaduto oggi.
X il secondo giorno consecutivo la mia sveglia suona alle 6.12 (2 minuti in + mi cambiano proprio la giornata!), faccio colazione, gioco con i gatti, mi perdo tra bagno e armadio e mi scapicollo al treno… che come sempre è affollato + della spiaggia di Rimini al 15 d’agosto… ma come sempre riesco a trovarmi un bel posticino a sedere con vista ascella (quando va bene… data l’altezza spesso la vista è deretano…).
Cmq, il treno si riempie sempre + fermata dopo fermata… ma io me ne sto pacifica a ripassare economia comodamente seduta ed indisturbata. Ed ecco che si intromette un losco figuro che chiamerò, x privacy (e pure xchè nn lo conosco), “lo scaccolatore folle”.
Ebbene, mi si siede accanto (e quindi c’è anche del contatto corporeo inevitabile) un tizio over 40, decentemente vestito e decisamente spettinato… insomma un tipo un po’ sdrucito… Tutto bene fino a che nn mi accorgo che l’individuo è amante della pulizia dei suoi interstizi + reconditi, in pubblico.
Insomma, il tale inizia a scaccolarsi con passione. Io ero tutta bella pulitina, fresca di doccia, di vestiti primaverili che nn mettevo da settembre e con la manicure appena fatta… uno che si scappera al mio fianco nn è decisamente il compagno di viaggio ideale.
Così decido di fissarlo sperando che lo sguardo indagatore di un’estranea possa farlo desistere dalle puizie di primavera. Ma di tutta risposta ottengo un rapido passaggio anche tra capelli (leggermente unti) e padiglioni uricolari (sì, sì… secondo me è arrivato fino al padiglione). Poi volta la pagina di city e riattacca con le povere narici ormai allargate. La gente intorno a me mi vede spazientita e sorride. Io tento un commento tra me e me (ammettendo che io sia sorda visto il tono che ho usato): “credo che le proprie abluzioni si possano svolgere in casa propria”. Ma il tentativo fa un buco nell’acqua (chissà che nn voglia ispezionare anche quello)… o xchè nn mi ha sentito, o xchè nn conosce il significato di “abluzione” oppure xchè è proprio il momento migliore x le “grandi manovre”. Io sono in panico: irrigidita nel terrore che possa sfiorarmi con quelle dita che hanno sondato l’insondabile, impossibilitata alla fuga dalla massa abnorme di gente che mi circonda. Quand’ecco che mi accorgo che stiamo quasi x arrivare e lì proprio nn mi trattengo +, mi volto verso di lui e dico “scusi ma deve manipolarsi proprio qui?”. Momento di sgomento: mio, nn credevo di averlo detto; suo, nn sa cosa cosa rispondere ora che è stato beccato con le dita nella marmellata (magari fosse stata quella!); degli altri passeggeri che ridono sommessamente e fanno cenni di assenso.
Avrò anche esagerato ma la mia tolleranza è molto limitata… soprattutto quando si parla di funzioni coroporee.
Nn so se derivi dall’insegnamento che ho ricevuto o da inibizioni che mi sono creata io crescendo, fatto sta che vivo le funzioni corporee intime e privatissime come momenti di cui quasi vergognarsi. In fondo credo sia abbastanza comune come cosa nel genere femminile; mi sembra che gli uomini abbiano meno barriere (psicologiche, s’intende) nell’affrontare l’argomento e nel metterlo in pratica. Io già o problemi a casa mia… figuriamoci “in pubblico”.
Oltre ad avere io delle remore nello svolgere le mie normali funzioni biologiche ne ho anche nel pensare ad altre persone in quei momenti. Mi sono resa conto che spesso mi faccio un’idea di una persona limitata al contesto in cui sono solita vederla inserita e nn considero tutto quello che può starne fuori. Nn riesco a pensare alla mia istruttrice in palestra fuori da quell’edificio; fatico ad immaginare certi compagni di corso con altri amici o con i genitori; nn riesco proprio a convincermi che anche i docenti abbiano una vita privata e vadano al gabinetto. Xò un pochino è comune come cosa… spessissimo ho sentito dire a dei ragazzi che “certamente le donne nn vanno in bagno e se lo fanno nn scoreggiano”.
Se prima o poi ne vedrete una volare gonfia come un pallone aerostatico avrete confermato la vostra teoria!